FraMorleo’s Blog

New Technology Oriented Weblog

Il venerdì nero di Apple.

Anche quest’anno sta per arrivare quello che in “gergo Apple” si chiama il Black Friday, il venerdì dedicato agli sconti sul sito Apple Store. Se avete intenzione di fare un regalo, o di acquistare qualcosa per voi, questo è il momento adatto. In caso, dateci un’occhiata.

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I dieci eventi internet più importanti del decennio.

L’Accademia Internazionale di Scienze e Arti digitali di New York ha assegnato i Webby Awards 2009, premi per i dieci eventi che più hanno cambiato la vita digitale nell’ultimo decennio. La lista completa è visualizzabile sul sito ufficiale, tuttavia tra i vincitori ovvi ci sono Facebook (nato come sito di connessione tra studenti di college e poi ampliato a livello mondiale), la chiusura di Napster (che di fatto ha sancito una rivoluzione in fatto di file sharing e musica digitale), Wikipedia (notissima enciclopedia libera e aggiornabile da tutti) e Google AdWords (che permette agli inserzionisti di individuare clienti mirati verso i prodotti da pubblicizzare). Come è logico, comunque, in una lista di soli dieci posti per forza di cose bisogna omettere qualcuno. Io ci avrei buttato dentro l’iPod, ad esempio, anche se poi leggo che all’ottavo posto è presente l’iPhone (che in effetti, include anche la funzione iPod), e l’uso a livello mondiale del blog come forma di comunicazione fruibile da tutti (anche se si imputa la nascita dei diari on line all’anno 1997, il “verbo” to blog -bloggare- è nato nel 1999). Sono, probabilmente, liste che lasciano il tempo che trovano. In ogni caso questo tipo di premi servirà (spero) per migliorare quello che c’è stato e tirar fuori dal cilindro quello che ancora non c’è, magari segnando altri cambiamenti epocali. Spero di aver ragione ad aspettarmi nuove meraviglie. Ma magari ne riparliamo nel 2019…

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Insicurezze informatiche.

jailbreak Era solo questione di tempo. Dopo due anni dall’uscita del melafonino (si, sono passati solo due anni!), ecco apparire Ikee, il primo worm per iPhone. Tranquillizziamo subito tutti: è assolutamente innocuo (non fa altro che sostituire lo sfondo del dispositivo con una foto del cantante Rick Astley) e funziona solo sugli iPhone Jailbreaked. Ma l’argomento principale di questo post non è il discorso virus, bensì la sicurezza. Vengono “prodotti” circa duecentomila virus al giorno, con grande soddisfazione delle aziende che si occupano di internet security, e il livello di protezione dei pc ha raggiunto picchi di affidabilità tali che ormai molti virus informatici devono “chiedere” al malcapitato utente di essere installati, altrimenti sarebbe impossibile infrangere le barriere dei vari Norton, McAfee, Kaspersky e compagnia bella. E’ ovvio che questo non vale per la totalità dei codici malware in circolo sulla rete, ma il punto è: perchè complicarci la vita? Mi spiego meglio. A parte il fatto di ostinarsi ad usare Windows (e qui cito nuovamente in questo blog l’ottimo Lucio Bragagnolo di Ping! che dice: “La sicurezza non è più questione di sistemi, di software, di meccanismi. E’ questione di cervello, di intelligenza, di attenzione e di ricchezza. Non quella dei soldi. Quella del pensiero. I comportamenti ‘cheap’, da straccioni, non hanno a che vedere con il risparmio di denaro, ma con il vuoto mentale. E mettono a rischio più di ogni firewall malconfigurato. Fermo restando che, parlando di sicurezza, chiunque scelga consapevolmente di avviare Windows ha per lo meno idee confuse. Tra un tuffo in acque pulite e uno in acque inquinate io sceglierei il primo, anche se certamente potrei buttarmi in acqua sporca cosparso lungo tutto il corpo di sostanze protettive.”). Perchè si sente la necessità di sbloccare un iPhone? Certo, si potrebbe rispondere tranquillamente che è un dispositivo che offre poco spazio alla personalizzazione e molte delle applicazioni risentono dei limiti imposti da Apple. Ma oltre al discorso che di applicazioni ce ne sono più di centomila, ergo per tutti i gusti, io mi compro una cosa perchè mi va bene così com’è, non per come (forse) sarà dopo che ci avrò smanettato su. Se non mi piace non la compro. Stop. Almeno poi non potrò lamentarmi se, per avere le icone come piacciono a me, mi becco un virus. Che ci posso fare, mi piace l’acqua pulita.

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Online Juice 2, la superguida ai prodotti Apple.

juice2 Vi segnalo l’uscita di Juice 2, seconda edizione del catalogo (gratis) online con oltre 100 pagine in PDF dedicato a chi si appresta ad acquistare un Mac o un qualsiasi altro prodotto Apple nei prossimi mesi. Oltre a dettagliati datasheet dei prodotti della Mela è presente anche una selezione di accessori in linea con il mondo Apple, dalle tavolette grafiche agli hard disk esterni, passando anche da applicazioni per iPhone e iPod Touch. La guida, che pesa 10 Mb, è stata realizzata da Macitynet per APstore. In ogni caso è ancora disponibile la prima edizione, scaricabile a questo indirizzo. Buona visione.

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Conoscere il prezzo ma non il valore.

apple_iphone_package45 Premetto di essere un affezionato lettore di Wired, bibbia delle riviste tecnologiche universalmente riconosciuta. Purtroppo mi è capitato di imbattermi in un articolo di tal Claudio Gervasoni datato 26 giugno 2009 che non mi è tanto piaciuto. Nel suddetto articolo c’è un’analisi, del tutto personale, dell’allora nuovissimo iPhone 3Gs. Potete andare a leggervelo seguendo il link, io ve lo riassumo in breve. In pratica si parla del dispositivo di casa Apple come di qualcosa che ha un “approccio difficile”, promette editing video ma alla fine “si può solo tagliare un video alla lunghezza desiderata con il fine ultimo di riversarlo in rete”, per scaricare qualsiasi applicazione dall’App store , dopo aver speso 599 euro per il “gadget”, c’è bisogno di un account iTunes e ha la fotocamera da 3 Megapixel che “non è di certo al top della gamma”. Ora, non è che mi dia fastidio che si parli male di Apple (siamo utenti, non azionisti), piuttosto mi da fastidio che chi scrive pare non abbia ben chiaro quello di cui sta parlando. Più che un’attenta e approfondita analisi sul prodotto sembra più un tentativo di screditarlo, senza conoscere a fondo le caratteristiche del prodotto stesso e i motivi per cui viene acquistato. Innanzitutto l’”approccio difficile” a cui si fa riferimento ha, tra le motivazioni, il fatto che “per inserire e togliere la SIM ci vuole la  speciale graffetta che estrae lo slot. E la devi trovare.” Per la cronaca, è in ogni confezione di ogni iPhone. Inoltre si adduce al fatto che “lo slot della discordia è quasi un corpo estraneo rispetto all’apparecchio. Lo sfili, ci metti la SIM, lo re-infili. Una soluzione poco elegante”. Perchè, per il telefono che hai tu basta lasciare la SIM sul tavolo e lui se la prende da solo? Ma andiamo avanti. La fotocamera è solo da 3 Megapixel. Tanto per essere chiari, se voglio una foto fatta bene uso una reflex, non di certo un telefono. Editing video di basso profilo. Ripeto: è un telefono (che poi solo telefono non è). Comunque, dulcis in fundo, scrive che “una volta settato, l’iPhone 3Gs è davvero più veloce: nel caricamento delle pagine web, nel passaggio tra le applicazioni, nello sfogliare foto e cover di playlist…”. Però poi chiede: “e se volessimo solo un telefono senza sposarci con la mela morsicata?”. Beh, comprati un Motorola.

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I codici QR: cosa sono e a cosa servono.

qrcode Qui da noi non hanno ancora sfondato, mentre in paesi come il Giappone sono ormai diventati di uso comune. Sono i codici QR (da Quick Response code), una sorta di codici a barre che possono essere letti da cellulari e smartphone tramite appositi software e che contengono principalmente URL di siti internet. In pratica senza dover digitare l’indirizzo web si usa la fotocamera del telefono per venire immediatamente portati sul sito. La loro utilità è potenzialmente elevatissima: magari vi recate in un negozio e sul cartellino del prodotto che vi interessa c’è un codice QR. In questo caso basterebbero pochi secondi per avere tutte le informazioni su di esso (senza neanche far la fila per chiedere al commesso!). Oltre a pagine web è possibile immagazzinare dati come nomi, numeri di telefono, indirizzi e SMS, tant’è che nel Paese del Sol Levante, appunto, vengono usati anche sui biglietti da visita, basta una foto e si hanno tutti i recapiti di quella determinata persona o società. Per eventuali approfondimenti vi rimando a questo video che mostra in 30 secondi il funzionamento di un lettore QR per iPhone (ma ne esistono ovviamente per tantissimi altri cellulari), mentre se volete “toccare con mano” potete provare a generare voi stessi un vostro codice a questo indirizzo. Nella foto del post ad esempio c’è il codice di questo blog… Mi piacerebbe sapere la vostra impressione su questa tecnologia, attendo notizie! Intanto, buon divertimento…

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Questione di carattere.

Jonhatan IveLeggo Rolling Stone e trovo un interessante articolo su Apple. Al di là dello stupore (non me l’aspettavo proprio) sono rimasto molto colpito da una cosa. L’articolo era in pratica un’intervista a Jonathan Ive, senior vice-president of Industrial Design at Apple (per intenderci, se i vostri iPhone, iPod, iMac, Powerbook G4 hanno quella forma è perchè l’ha deciso lui). Dice che nel suo ufficio ci sono cose talmente particolari che non possiamo neanche immaginarle, che il futuro ci riserva molte sorprese, che molto spesso lui e il suo team devono abbandonare un progetto perchè è troppo futuristico e sono costretti ad aspettare che la tecnologia ne permetta la costruzione. Spiega come ogni angolo di ogni prodotto Apple non sia lì per caso, che ogni cosa ha una sua funzione. E’ convinto che ogni oggetto si debba spiegare da solo, che ognuno non debba star lì a impazzire per capire come funziona. Se ci avete fatto caso infatti le istruzioni nella confezione di un iPod praticamente non ci sono, e questo vale per qualsiasi prodotto della Mela. Questo signore è uno che non voleva dire all’intervistatore che macchina avesse per non passare per quello che se la tira (per la cronaca, un’Aston Martin che costa parecchi zeri). Per lui l’apparenza deve essere funzionale. Anche per questo le “cose di Apple” sono fatte così. Questione di carattere.

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