Di ieri la notizia che gli 800 milioni di euro stanziati per la banda larga in Italia sono stati “congelati” fino alla fine della crisi. Il piano del governo consiste(va) nel garantire al 96% della popolazione una connessione a 20 Megabit entro il 2012. Tanto per dire, in altri paesi europei, come Spagna e Germania, si lavora per velocità di 50-100 Megabit. Eh, ma noi siamo in crisi. Ma poi, in effetti, è logico bloccare fondi per queste cose e non, ad esempio, togliere spese inutili come le auto blu ai politici. Sennò poi come fanno ad andare a lavoro (!), a fare la spesa o peggio (per informazioni più dettagliate chiedere al buon Marrazzo). Ma già, è vero, come ho fatto a non pensarci prima. In fondo, siamo in Italia.
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Premetto di essere un affezionato lettore di Wired, bibbia delle riviste tecnologiche universalmente riconosciuta. Purtroppo mi è capitato di imbattermi in un articolo di tal Claudio Gervasoni datato 26 giugno 2009 che non mi è tanto piaciuto. Nel suddetto articolo c’è un’analisi, del tutto personale, dell’allora nuovissimo iPhone 3Gs. Potete andare a leggervelo seguendo il link, io ve lo riassumo in breve. In pratica si parla del dispositivo di casa Apple come di qualcosa che ha un “approccio difficile”, promette editing video ma alla fine “si può solo tagliare un video alla lunghezza desiderata con il fine ultimo di riversarlo in rete”, per scaricare qualsiasi applicazione dall’App store , dopo aver speso 599 euro per il “gadget”, c’è bisogno di un account iTunes e ha la fotocamera da 3 Megapixel che “non è di certo al top della gamma”. Ora, non è che mi dia fastidio che si parli male di Apple (siamo utenti, non azionisti), piuttosto mi da fastidio che chi scrive pare non abbia ben chiaro quello di cui sta parlando. Più che un’attenta e approfondita analisi sul prodotto sembra più un tentativo di screditarlo, senza conoscere a fondo le caratteristiche del prodotto stesso e i motivi per cui viene acquistato. Innanzitutto l’”approccio difficile” a cui si fa riferimento ha, tra le motivazioni, il fatto che “per inserire e togliere la SIM ci vuole la speciale graffetta che estrae lo slot. E la devi trovare.” Per la cronaca, è in ogni confezione di ogni iPhone. Inoltre si adduce al fatto che “lo slot della discordia è quasi un corpo estraneo rispetto all’apparecchio. Lo sfili, ci metti la SIM, lo re-infili. Una soluzione poco elegante”. Perchè, per il telefono che hai tu basta lasciare la SIM sul tavolo e lui se la prende da solo? Ma andiamo avanti. La fotocamera è solo da 3 Megapixel. Tanto per essere chiari, se voglio una foto fatta bene uso una reflex, non di certo un telefono. Editing video di basso profilo. Ripeto: è un telefono (che poi solo telefono non è). Comunque, dulcis in fundo, scrive che “una volta settato, l’iPhone 3Gs è davvero più veloce: nel caricamento delle pagine web, nel passaggio tra le applicazioni, nello sfogliare foto e cover di playlist…”. Però poi chiede: “e se volessimo solo un telefono senza sposarci con la mela morsicata?”. Beh, comprati un Motorola.
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Sono sdraiato sul letto di casa mia. In una posizione del genere, fino a pochi anni (mesi?) fa, le uniche cose che era possibile fare erano leggere un libro o accendere il walkman per ascoltare una cassetta. Adesso, invece, soltanto prendendo in mano l’iPhone posso andare su internet, farmi una partita a scopa, leggere le ultime notizie, ascoltare musica e qualsiasi altra cosa mi venga in mente (o quasi). Di tempo ne è passato veramente pochissimo da quando queste cose non erano neanche pensabili. Se cinque anni fa qualcuno mi avesse detto che avrei potuto pubblicare sul web un qualsiasi mio pensiero in qualsiasi momento gli avrei risposto con un “Già, sarà…”, senza credergli realmente. Se ci pensate un attimo è una cosa fantastica: l’evoluzione delle tecnologie che abbiamo a disposizione è stata così rapida che quasi non ce ne siamo resi conto. E le cose più tangibili nella vita di tutti i giorni sono state rese possibili anche e soprattutto grazie a poche aziende all’avanguardia con un modo di pensare su un livello più alto rispetto alla media. Vedi Apple con il suo iPhone, che ha stravolto il nostro modo di concepire il concetto di “telefonino” (virgolette doverose perchè telefonino non è, o perlomeno non solo), vedi Sky col satellite, vedi anche la Playstation 3 di Sony, costruita intorno ai giochi ma anche intorno alla rete, permettendo il gioco on-line contro avversari dall’altra parte del globo che neanche conosciamo. Tutti connessi, tutti “wired”. E poi i social network come Facebook, Twitter e MySpace, gli album come Flickr, iTunes e Stanza, che mettono a disposizione foto, musica, video e libri. Ma forse, troppo a disposizione. In un’intervista a Rolling Stone diceva bene Noel Gallagher degli (ex)Oasis: “…quando siamo usciti noi se volevi vederci dovevi venire ai concerti, se volevi sentirci dovevi uscire e andare al negozio di dischi a comprare il CD…ora basta un clic e hai tutto subito.”. E sicuramente ognuno di noi ha ancora qualche disco comprato prima dell’era iTunes e qualche videocassetta registrata con pezzi raccattati con pazienza in televisione, magari sul proprio gruppo preferito, cercando sui giornali le programmazioni e piazzandosi davanti alla tv col telecomando del videoregistratore in mano pronti a schiacciare Rec e Pause ad ogni pubblicità… certo, era tutto più difficile. Ma ve la ricordate la soddisfazione?
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30 Settembre 2009 • 15:56
Ho seguito ieri su un forum la discussione tra un gruppo di mac-user e un tale che si definiva un “ex utente Mac dopo solo mezz’ora di utilizzo”. A parte che la definizione che ha scelto per sè stesso spiega già molte cose, mi chiedo che senso abbia registrarsi su un forum di utilizzatori Apple solo per cercare di screditare l’azienda. Ad ogni modo la sua “rabbia” derivava dal fatto che, dopo aver speso 1.799 € per un Macbook pro, trovava i caratteri dello schermo troppo piccoli. Non sto qui ad elencarvi le risposte che gli sono state date (peraltro sempre gentili ed esaustive), ma come si fa a decidere se un computer fa o non fa per noi dopo mezz’ora di utilizzo? Questa discussione comunque fa capire quanta gente faccia acquisti senza valutare fino in fondo l’uso che si ha intenzione di fare della macchina, magari solo per sentito dire o perché “ce l’hanno tutti”… Tutte le cose, specie i computer (Apple e non) possono essere perfette come inutili, tutto sta a spendere i soldi con un pò di criterio, analizzando per cosa realmente ci serviranno e scartando il superfluo. Che senso ha spendere 2.000 € per un computer che servirà a navigare in Internet o gli stessi soldi per una macchina fotografica per fare solo le foto della comunione? Il problema è che purtroppo i giudizi, anche quelli negativi, possono influenzare il mercato (la potenza del passaparola…). Ben venga. Purtroppo troppo spesso questi giudizi vengono messi in giro da incompetenti.
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16 Settembre 2009 • 18:49
A sentire queste notizie mi chiedo se certe aziende esistono per far soldi o per farli fare alle altre aziende concorrenti. Queste qui sopra sono le tariffe per il tethering con iPhone di Vodafone. L’unica azienda italiana che ha brillantemente deciso di far pagare a parte questa opzione. Quindi, oltre ai vari pack offerti per gli abbonamenti, se si vorrà navigare in internet utilizzando l’iPhone come modem bisognerà aggiungere un piano tariffario a parte. Ognuno di questi pacchetti, a parte il flat ovviamente, prevede lo scatto ogni quindici minuti. Perciò ogni volta che magari controllate la posta per trenta secondi pagate un quarto d’ora. Tralasciando il fatto che ognuno è libero di scegliere come spendere i propri soldi (ma ricordandosi che gli altri operatori nostrani il tethering lo danno gratis) non riesco a capire le logiche dell’azienda. Vanno a farsi benedire quelle che sono considerate le basi del commercio: la concorrenza e la pubblicità. La prima in quanto, evidentemente, non si mira ad offrire un prodotto migliore ad un prezzo più basso, anzi. Si offre un prodotto identico agli altri, solo che gli altri lo offrono a costo zero. La seconda invece perchè è logico aspettarsi una cattiva pubblicità da una decisione del genere, a prescindere dalle tariffe (anche se si pagasse un centesimo di euro ogni ora sarebbe comunque peggio di Tim e 3). Forse puntano al discorso “Bene o male l’importante è che se ne parli”?
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Sono andato a trovare mia nonna, che ha conservato una parte dei miei giocattoli di quando ero piccolo. Ecco il mio primo iPhone… certo, sono passati 27 anni e manca la cornetta (e tutto il resto, visto che è finto), però a quanto pare già all’epoca mi piaceva comunicare! Che tempi, altro che schermo multitouch…
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