Parlando con i clienti in negozio mi rendo conto ogni giorno di più di quanto la gente sia male informata riguardo al parco software a disposizione per ogni tipo di piattaforma, sia essa Linux, Windows o Mac OS. In particolar modo molti mi domandano se nel tal computer è già presente Office o se devono acquistarlo a parte, se c’è “il Norton” già installato e dubbi vari di designer e ingegneri riguardo al passaggio a Mac vista la mancanza di una versione di AutoCad compatibile con i computer Apple. Su quest’ultimo argomento ci terrei a precisare una cosa: è vero, Autodesk si ostina (inspiegabilmente e paradossalmente) a non produrre una versione di Cad nativa per Mac OS, rendendo di fatto necessaria l’installazione tramite Boot Camp, Parallels o VMWare Fusion di una copia di Windows. Proprio da questo problema partirò per spiegare meglio il titolo del post: non esiste solo AutoCad. Come non esiste solo Office e neanche soltanto Norton. Ci sono invece moltissime alternative ai programmi più noti, magari meno pubblicizzati ma aventi le stesse funzioni e potenzialità. Riguardo alla modellazione 3D ecco quindi VectorWorks e ArchiCad, al posto di Office si può usare OpenOffice (per tutti i sistemi operativi e pure gratis), e per l’antivirus ci sono pure AVG, Avast! e Kaspersky. Ovviamente tutti sono liberissimi di scegliersi il software che vogliono, ma troppo spesso ho visto persone preferire un computer ad un altro (migliore) perchè spaventati dal dover “per forza” spendere quasi 200 euro per le licenze che nessun produttore di pc regala mai. Quindi spendo meno per il computer e con quello che rimane mi compro Office. Quando faccio notare che esistono (valide) alternative, molti non vogliono neanche provare ad usare qualcosa di diverso, perchè ormai Word lo conoscono e il Norton “è pesante però è il migliore”. Non inizierò una discussione su cosa è meglio e cosa è peggio, non è questo il tema. Ma se tutti provassimo ad aprire gli occhi senza aver timore del “mondo dei software nascosti” e meno conosciuti, senza dubbio staremmo, almeno dal punto di vista della produttività, molto ma molto meglio.
Era solo questione di tempo. Dopo due anni dall’uscita del melafonino (si, sono passati solo due anni!), ecco apparire Ikee, il primo worm per iPhone. Tranquillizziamo subito tutti: è assolutamente innocuo (non fa altro che sostituire lo sfondo del dispositivo con una foto del cantante Rick Astley) e funziona solo sugli iPhone Jailbreaked. Ma l’argomento principale di questo post non è il discorso virus, bensì la sicurezza. Vengono “prodotti” circa duecentomila virus al giorno, con grande soddisfazione delle aziende che si occupano di internet security, e il livello di protezione dei pc ha raggiunto picchi di affidabilità tali che ormai molti virus informatici devono “chiedere” al malcapitato utente di essere installati, altrimenti sarebbe impossibile infrangere le barriere dei vari Norton, McAfee, Kaspersky e compagnia bella. E’ ovvio che questo non vale per la totalità dei codici malware in circolo sulla rete, ma il punto è: perchè complicarci la vita? Mi spiego meglio. A parte il fatto di ostinarsi ad usare Windows (e qui cito nuovamente in questo blog l’ottimo Lucio Bragagnolo di Ping! che dice: “La sicurezza non è più questione di sistemi, di software, di meccanismi. E’ questione di cervello, di intelligenza, di attenzione e di ricchezza. Non quella dei soldi. Quella del pensiero. I comportamenti ‘cheap’, da straccioni, non hanno a che vedere con il risparmio di denaro, ma con il vuoto mentale. E mettono a rischio più di ogni firewall malconfigurato. Fermo restando che, parlando di sicurezza, chiunque scelga consapevolmente di avviare Windows ha per lo meno idee confuse. Tra un tuffo in acque pulite e uno in acque inquinate io sceglierei il primo, anche se certamente potrei buttarmi in acqua sporca cosparso lungo tutto il corpo di sostanze protettive.”). Perchè si sente la necessità di sbloccare un iPhone? Certo, si potrebbe rispondere tranquillamente che è un dispositivo che offre poco spazio alla personalizzazione e molte delle applicazioni risentono dei limiti imposti da Apple. Ma oltre al discorso che di applicazioni ce ne sono più di centomila, ergo per tutti i gusti, io mi compro una cosa perchè mi va bene così com’è, non per come (forse) sarà dopo che ci avrò smanettato su. Se non mi piace non la compro. Stop. Almeno poi non potrò lamentarmi se, per avere le icone come piacciono a me, mi becco un virus. Che ci posso fare, mi piace l’acqua pulita.
Navigando quà e là mi sono imbattuto nel blog di guiodic che segnala questo video, una sorta di gara tra sistemi operativi per vedere qual’è quello che impiega meno tempo per essere… operativo! Purtroppo per Microsoft il nuovo nato è il più lento di tutti, come potete vedere… E nella gara non c’è Snow Leopard (il mio “vecchio” Macbook bianco impiega 34 secondi per accendersi). A voi i commenti…
Partiamo dal presupposto che il sottoscritto cerca in tutti i modi di essere imparziale nei giudizi su Apple e Microsoft, nonostante sia piuttosto incline verso la prima azienda (come sa bene chi segue il blog da tempo). Solo che certe volte non è che sia difficile dare opinioni bilanciate. E’ proprio impossibile. La seconda azienda citata (comincia per M e finisce per T) pare faccia di tutto per farsi odiare, e non solo dai seguaci della Mela Morsicata. Dopo aver copiato qualsiasi cosa, compresi gli Apple Store, hanno pensato bene di copiare anche il dock di Tiger, Leopard e Snow Leopard. Cosa che viene dopo la copiatura pari pari di spotlight e di tante altre cose che non sto neanche qui a citare. Se ne avete la possibilità fateci caso: accendendo un pc con su Windows 7 sembra di guardare una versione modificata di una scrivania Mac. Solo che Exposè si chiama Aero (e per funzionare necessita di una scheda video compatibile) e il dock si chiama Taskbar. Mi chiedo, ma come è possibile che un’azienda di questa caratura non riesca a tirar fuori un’idea buona che sia una? Anzi, buona forse non è la parola più adatta, piuttosto dovrei usare sua. Sarei proprio curioso di vedere poi questi Microsoft Store… non riescono a capire neanche che è praticamente impossibile copiare anche qualcosa che non è solo un semplice negozio ma un luogo con un’atmosfera tutta sua. Cito testualmente Josh Holat del sito AppleTell.com: “Gli Apple Store offrono un’esperienza come nessun altro negozio.Sono pieni di vita, insegnamenti e, ovviamente, prodotti fantastici. Se proprio me lo domandate, gli Apple store non solo solo negozi. Con la Genius bar, lezioni individuali e sessioni giornaliere di aiuti (a chi ne ha bisogno, ndr), sono pieni di attività che vanno oltre il semplice comprare. Non ti fanno pressioni per farti comprare un loro prodotto, ti fanno VOLERE comprare un loro prodotto. Fanno emozionare le persone come voi e me ogni volta che se ne visita uno e ci forniscono il motivo per tornarci. Proprio non riesco a vedere un Microsoft store che fa queste cose. Non so perchè, mi danno la sensazione di qualcosa di scialbo”.Forse stavamo meglio ai tempi della carta carbone. Almeno le copie venivano bene.
Già da qualche giorno sono arrivati in negozio desktop e notebook equipaggiati con Windows 7 Home Premium. Il lancio avverrà, come molti di voi sapranno, giovedì 22 ottobre. Questo significa che non siamo autorizzati ad esporre nessuno di questi prodotti fino a quella data. Comunque la curiosità di provare il nuovo sistema operativo è stata troppa, perciò abbiamo avviato il Sony serie L che vedete in foto (trattasi di un computer desktop con schermo touch) per vedere finalmente quello di cui si parla da mesi. Certo, versioni “poco ufficiali” e demo di Seven ne circolano in rete già da un pò, ma queste preinstallate nelle macchine sono quelle definitive. Mi guarderò bene dal fare l’ennesima recensione di questo nuovo sistema operativo (in giro per il web ce ne sono pure troppe), ad ogni modo, per quei pochi minuti che abbiamo avuto a disposizione, questo Windows ci è sembrato un pò più reattivo del suo predecessore Vista, specie per quanto riguarda la gestione del touchscreen (Vista su un HP Touch non era esattamente il massimo della comodità…). Il primo avvio del sistema è durato circa una ventina di minuti, dopodichè ci si trova davanti ad un “Vista rinnovato”. Per alcuni potrebbe sembrare una cosa negativa la mancata presenza di una nuova veste grafica, invece servirà a non spiazzare nessun utente abituato ad usare Windows. Beninteso, i cambiamenti ci sono, ma niente di stravolgente. Nei prossimi giorni posterò le prime impressioni anche dei primi clienti, oltre che le nostre magari un pò più approfondite. Certo è che il prezzo, seppure un minimo inferiore a Vista, non incoraggerà sicuramente all’acquisto d’impulso (soprattutto quelli che avendo comprato la versione Ultimate di Vista appunto, per aggiornare si troveranno ad aver speso in un paio d’anni circa 900 euro per un sistema operativo). Inoltre, almeno per adesso, in Italia Microsoft ha deciso di non mettere sul mercato una versione Student e Family, come invece ha fatto negli Stati Uniti, in Francia e in Germania. Staremo a vedere.
Un prodotto, per essere “per tutti”, deve essere immesso sul mercato in modo da essere utilizzato da ogni tipo di utente, con le minime limitazioni possibili. Così ad esempio i generi alimentari, che ognuno di noi ha la possibilità di cucinare o mangiare così come sono, o piuttosto un’automobile, la cui unica limitazione all’uso è aver conseguito la patente di guida. Purtroppo questo genere di ragionamento non si può fare con i prodotti tecnologici, o comunque non con tutti quelli presenti sugli scaffali dei negozi. Troppi sono ancora quelli compatibili solo con Windows, escludendo di fatto l’utenza Mac o Linux. E’ facile recarsi in un negozio e verificare di persona i requisiti di sistema di un oggetto qualsiasi. Minimum system requirements: Windows XP or Vista. Ecco cosa si leggerà sulle confezioni del 99% dei prodotti a scaffale, costringendo il negoziante a dedicare agli utenti Apple una zona apposita, in modo da non farli impazzire durante la ricerca. E questi ultimi sono da considerarsi anche i più fortunati, dato che per chi usa Linux, ad esempio, le speranze di trovare un qualcosa di utilizzabile da loro si riducono allo 0,5%… In un mondo perfetto l’area degli accessori compatibili Apple non dovrebbe esistere, o comunque dovrebbe avere la stessa estensione di quella Microsoft o Linux. Poi magari il tale scanner o la tale webcam funzioneranno lo stesso su sistemi non-Windows, ma solo dopo una (spesso) lunga ricerca dei drivers sul web. Tutto questo limita moltissimo la diffusione di sistemi operativi alternativi al colosso Microsoft, dato che ovviamente molte persone temono ancora di non trovare prodotti compatibili. Per limitare i danni, Apple stessa fornisce il software Boot camp di serie nelle proprie macchine, in modo tale da permettere l’installazione in parallelo di Windows sui computer della Mela. Per fortuna le cose stanno lentamente cambiando con la diffusione sempre crescente di Mac (complice involontario anche il pessimo Vista, odiato praticamente da tutti…). Sta di fatto che per cambiare le cose e far felici tutti basterebbero poche righe di codice in più nel cd dei software di ogni prodotto. Perchè rendere disponibili i drivers per Linux o Mac OS sul proprio sito e non scriverlo sulla confezione? E’ naturale che così, non raggiungendo tutto il mercato, si vende meno. Per logica una qualsiasi azienda esiste per fatturare. Dov’è quindi la convenienza di escludere una fetta consistente di utenti? Un cliente mi ha detto: “…Magari i prodotti che non vendono a chi non usa Windows glieli ripaga Microsoft…”. Non voglio arrivare a pensare a questo (anche se in guerra tutto è permesso), ma ad ogni modo a stare con i più forti son buoni tutti. Forse, cari produttori, è ora di fare la differenza.
Siccome a quanto pare la fantasia in casa Microsoft scarseggia, hanno pensato bene di continuare con la loro politica aziendale: copiare spudoratamente le idee degli altri. Ora infatti appare nei Microsoft Stores (evidente copia degli Apple Stores) la Guru Bar (altrettanto evidente copia della Genius Bar di Apple). Queste ultime due “trovate” si aggiungono allo Zune (nato per contrastare iPod, solo che iPod ha venduto qualcosa come 150 milioni di esemplari, Zune sarà arrivato a 3 milioni), allo spot “I’m a PC” (esisteva già da un pezzo “I’m a Mac“), allo Skybox (diventato poi “My Phone“, copia carbone di MobileMe) e alla rimozione dei DRM dallo store on line di Zune (anche questa cosa, fatta precedentemente da EMI e Apple). Problema 1: un conto è sistemare prodotti Apple, un conto è sistemare prodotti Microsoft. I Guru avranno molto a cui pensare, voglio vederli a formattare un computer con Windows mentre la fila si allunga. Problema 2: evidentemente non hanno capito che in un mercato come quello di oggi la parola d’ordine è innovazione, e chi non ne tiene conto è destinato a soccombere. Cosa che, personalmente, gli auguro.
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